Futuro Socialista. Un progetto possibile

Avevamo affrontato, con : “Passione e progetti…”, la questione della diaspora Socialista. Torniamo sull’argomento, in quanto l’On. Vittorio Craxi dalle pagine de “L’Avanti”, di Venerdi 12 settembre, aprendo il dibattito sull’” Affaire Avanti”, estende le sue tesi ed analisi all’attuale situazione politica della comunità socialista. Craxi lancia con severità ed alto spessore politico un monito agli “entristi”, e non solo, che militando in altre realtà politiche, depauperano la specifica identità dei socialisti riformisti.
La comunità socialista è attualmente divisa in differenti realtà politiche, frantumata, resa non protagonista, depauperata, e non solo dalla diaspora. Una realtà forte, consistente politicamente, che così divisa al suo interno e disseminata sulla scena della politica italiana, diviene, per interesse di alcuni, forza politica debole e non rappresentativa. Ma questo lo analizzeremo dopo.
Veniamo alle parole di Craxi. Vittorio Craxi scrive: “Chi scrive non ha condiviso l’orientamento della società che ha gestito il nuovo Avanti ! di trasferire in un delimitato campo politico e raggio d’azione la propria testata, abdicando di fatto alla funzione riaggregatrice che essa, come nel suo glorioso passato, aveva svolto negli anni più drammatici della diaspora, della dispersione e della persecuzione dei socialisti.
D’altronde, L’Avanti ! o si caratterizza, anche ai giorni nostri, come strumento di lotta politica democratica aperto e plurale, come fiancheggiatore di minoranze emarginate dall’agone politico – come lo sono, a tutti gli effetti, i socialisti -, come prosecutore ideale del temperamento socialista, liberale, autonomista di impronta nazionale di Bettino Craxi, oppure rischia, come effettivamente sta rischiando, di esser confuso nel ‘conformismo’.
Per questa ragione e non per altre ritengo che riaprire un confronto fra i socialisti non sia l’ennesima perdita di tempo bensì, dinanzi a ciò che sta avanzando, una necessità primaria, perché non c’è molto tempo davanti a noi. I socialisti democratici di Boselli sembrano avere compiuto le proprie scelte, seppur in contrasto con parte del vertice e della base. Noi del Nuovo Psi, per parte nostra, abbiamo sviluppato un orientamento profondamente autonomo e, quel più conta, fondato sulla strenua difesa della nostra identità, così come altre esperienze che sono qui e là riaffiorate sul terreno della diaspora socialista, esperienze sociali, culturali e sindacali.
Ad esse potrebbe, io dico dovrebbe, unirsi l’Avanti ! per ragioni storiche e politiche. Nessuno intende disconoscere a chi si proclama di radice liberale e socialista di professarsi come tale, ma la lotta politica deve presupporre la chiarezza dell’approdo politico, che non può contraddire l’orientamento.
Se si vuole ricreare un polo di carattere socialista e liberale non si può non rafforzare e militare nelle formazioni che a quei principi e valori fanno riferimento in modo limpido e coerente. Questa impostazione, va detto, non confligge con le personalità che hanno trovato accoglienza in Forza Italia e, a quanto pare, ne rappresenteranno i vertici politici, ma ne estende i compiti e li impegna ad attivare tutte le convergenze possibili sul terreno riformista e della salvaguardia e tutela della minoranza socialista e liberale in cui si è organizzato il Nuovo Psi.”

Craxi continua nella sua analisi…” Questi i compiti non secondari che dovrebbe avere una testata storica, la quale non può essere ricordata, nel suo passato recente, per una condotta politica disinteressata dinanzi ad una concreta ed accertata volontà di rinascita e di rifondazione di un soggetto, socialista e liberale, più vasto. Un soggetto politico che, sin dalle prossime elezioni, verrà riproposto all’elettorato italiano per contrastare chi intende cancellare oltre un secolo di Storia, politica e democratica.”

Vittorio Craxi alza correttamente il tono quando, lanciando un je accuse, analizza: “non può ritenersi sufficiente l’analisi di chi ‘automaticamente’ sviluppa nel ‘berlusconismo’ la continuità politica del ‘craxismo’, per ragioni politiche, culturali e storiche, pur non sottovalutandone lo spirito di difesa delle culture che hanno contraddistinto quella stagione.”.

Vittorio Craxi con questa decisa presa di posizione, con questo tono dal monito severo richiama “le anime socialiste” alla responsabilità e diviene, secondo le mie valutazioni, leader naturale nel progetto di ricostruzione dell’Unità Socialista. Nel silenzio e nella voluta “rassegnazione”, in questi anni, di alcuni leader storici del socialismo emerge un fatto nuovo. Una voce, quella di Craxi, che diviene con autorevolezza voce del futuro. Potremmo dire…fatevi da parte è l’ora di una nuova, giovane e coraggiosa classe dirigente.
Coraggiose, concrete nella progettualità le analisi di Vittorio Craxi. Forte il suo senso di responsabilità verso il futuro Socialista.Complicatissime le manovre sul campo.
Attualmente, al mio guardare, la realtà Socialista è stritolata da due strategie contrapposte e che la sorvegliano con attenzione.
Forza Italia, un movimento politico che ha al suo interno “cellule socialiste” e che, nel consenso ottenuto nell’urna, incamera significativi voti provenienti dall’area del socialismo riformista . Obiettivo velato, ma neanche molto, quello di impedire l’unità socialista. Ai forzisti ed al suo leader, una realtà socialista in conflitto con se stessa, e ben separata, continua a garantire quei consensi . La “conquista” della testata de “L’Avanti” e’ organica a questa necessità politica.
Difficile quindi che il monito lanciato dal giovane Craxi, trovi riscontro, in quanto viene in conflitto con interessi superiori. Lo stesso attuale Segretario del Nuovo Partito Socialista, ricopre importanti incarichi come consigliere del Ministero degli Esteri.

Un ruolo svolto come alleato di coalizione o come soggetto integrato nella realtà forzista? Del resto Forza Italia, ha garantito l’esistenza politica in passato e garantisce oggi posizioni di prestigio a coloro che amo chiamare “entristi”, e che non avrebbero vantaggio alcuno ad appoggiare differenti progetti.
Craxi da subito scelse una strada differente. Difficile e maggiormente insidiosa. Quella della ricostruzione del Partito Socialista e della Responsabilità.
L’Ulivo, ed in modo particolare i Democratici di Sinistra ed il segretario Fassino, guardano con interesse alla diaspora. Nel suo libro “Per Passione”, Fassino lancia chiari messaggi ai Socialisti- Fino a spingersi ad una revisione della politica di Bettino Craxi. Fassino analizza e riconosce che “ Bettino Craxi iniziò il processo di modernizzazione della sinistra, e riconosce che l’allora segretario socialista “mise a nudo il ritardo dei comunisti sulla modernità” ed ancora…” E più lui stringe la presa, più noi soffriamo, perché il suo progetto è concorrenziale e in competizione con il nostro. Come poi si vedrà, sarebbe stato più saggio, per lui e per noi, dedicare meno energie a combatterci reciprocamente, perché quella “guerra civile” nella sinistra porterà alla distruzione di una prospettiva comune, travolgendo non solo il vinto, ma anche il vincitore. Sì, perché a ben vedere la sinistra, lungo tutto il Novecento, è stata minata da un “male oscuro”: la pretesa di ciascuno dei suoi due massimi partiti di volerla da solo rappresentare tutta, scommettendo sulla sconfitta e sulla sparizione dell’ altro”..
Chiari i segnali, chiara l’apertura, chiaro il disegno.
Gli stessi riconoscimenti a Giuliano Ferrara, da parte di Fassino, rientrano in una progettualità che lo vorrebbe mediatore nella costruzione delle nuove possibili alleanze.
I Democratici di Sinistra auspicano e “lavoreranno” affinchè la diaspora Socialista si concluda con l’unità e affinchè i Socialisti divengano alleati importanti nella creazione del Partito Riformista. In questa guerra delle posizioni è probabile che il Presidente del Consiglio, in ambito di un rimpasto, proponga al Nuovo Partito Socialista poltrone di sottogoverno.

Le elezioni Europee sono alle porte e mai come ora hanno avuto una grande valenza sull’equilibrio della politica italiana. Se fossi un consigliere dell’ On. Craxi lo esorterei nella prosecuzione del suo progetto politico. La tela da costruire, è su tre obiettivi, non rinviabili e realizzabili: la battaglia per il ritorno alla legge proporzionale, la difesa della identità e della tradizione socialista come soggetto autonomo, L’Unità . Questo il cammino da seguire. Un cammino che inserito nei futuri prossimi scenari della vita politica italiana, consentirà la realizzazione del progetto.
Nel frattempo sulla scena politica sarà interessante osservare anche le manovre degli ex- democristiani. Non sfugge l’alzata di toni da parte di Follini e del suo partito, che cela una strategia organica alle ambizioni future del Presidente della Camera. Il cavaliere è uomo attento ed il rapporto con Pierferdinando Casini è destinato ad una lenta, ma inevitabile, lacerazione. Personalmente ritengo che la seconda repubblica chiuderà la sua stagione lasciando il posto alla Politica. I socialisti saranno protagonisti della nuova stagione. Con quale formula? Vedremo…forse con formule che torneranno ad essere di moda…Pentapartito, Due Forni etc., ma sicuramente con una nuova, giovane classe dirigente..
Vittorio Craxi ne sarà autorevole protagonista.

Futuro Socialista. Un progetto possibileultima modifica: 2003-09-13T20:00:20+02:00da mauro.cherubino
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