29 Aprile 1993. Il Discorso

Ricevo il commento di una lettrice del mio blog. Si dice disorientata dinnanzi alla politica.

Parla di una generazione intera cresciuta al grido “Socialisti Ladri. “
E’ vero. Nel nostro Paese, vi fu una campagna che si indirizzò in tal senso e la grande maggioranza degli italiani avallo’ quella campagna politica e mediatica rinunciando ad una personale analisi .
I più non hanno avuto capacità di analisi per comprendere quel presente.

Ciò che in quei giorni accadeva – Ora, molti iniziano ad analizzare il passato, ciò che fu.
Spesso vi è differenza, negli eventi politici, su ciò che accade realmente e ciò che appare.

Necessita capacità di analisi per comprendere, e chi comprese, ma non aiutò a comprendere, fu animato da disonestà intellettuale e fu organico a progetti in atto.
– Molti abiurarono –
A dieci anni di distanza, ora che vi è maggiore disponibilità all’analisi, vi invito , ad ascoltare attentamente il discorso tenuto dal Presidente Craxi quel 29 Aprile 1993, in occasione della richiesta avanzata per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
Un atto di accusa. Una denuncia ad un intero sistema politico.
Un “ je accuse” a quel sistema, interamente basato sulla corruzione.

Un discorso dai contenuti di altissima analisi politica.
Craxi parlò dinnanzi ad un’ assemblea che decise di “non ascoltare”…
Sono trascorsi dieci anni. Oggi, le parole degli avversari di allora si indirizzano verso il riconoscimento politico di Bettino Craxi. Fu un Riformista. Fu un Innovatore.Un uomo politico lungimirante.

Dinnanzi a queste nuove valutazioni, i socialisti sono attenti e, ritengo ,disponibili al dialogo. Ma nel dialogo , non vi sara’ spazio per la rinuncia alla propria storia, alla propria identità, per la sudditanza,per la perdita della memoria.

Se queste nuove analisi, se questo guardare critico agli avvenimenti del passato, verrà fatto con rispetto , allora, i Socialisti non verranno meno alle responsabilità che la politica impone.

Stasera il mio invito è ad un attento ascolto ed alla riflessione.


Il discorso di Bettino Craxi

29 Aprile 1993. Il Discorsoultima modifica: 2003-09-17T21:27:29+02:00da mauro.cherubino
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5 pensieri su “29 Aprile 1993. Il Discorso

  1. Preciso. Mi piace puntualizzare le cose. Non sono una tua lettrice, ieri ti ho scoperto per puro caso, d’altro canto, non vedo come si possa essere ( e qui faccio polemica) Assidui lettori di post lunghi come i tuoi. Interessanti senza dubbio. Ma sfido chiunque a mettersi qui, e leggersi un discorso lungo come quello di Bettino.La sintesi caro è l’arma migliore. Hi creato un blog bene, a cosa deve servire? se ne ho intuito lo scopo a far conoscere a questa comunità l’anima socialista dispersa, giusto?? e al solito… salite in cattedra e ci annoiate… La politica quella vera è sintesi e chiarezza. Ti sfido a ricevere altri commenti oltre al mio. A domani mio caro.

  2. Bene, sono contenta di aver fatto una cosa positiva. Vedi c’è un errore di fondo nelle tue valutazioni, non è la politica in se che annoia, ma chi la fa….Non è parlando di analisi o comparazioni che si attira l’attenzione. Ma dando attenzione.Le persone vogliono sentirsi partecipi e non soggetti passivi. Magari se provi a riassumere il discorso di bettino tirando fuori il senso la gente lo leggerà e qualcosa di buono si potrà fare. Ciao e buonagiornata

  3. Neanche a me piacciono le polemiche se non costruttive..Un a sana polemica a volte può servire a costruire, chi vuole fare.. deve poter fare.Le analisi la gente comune di solito non le fa. Si attiene a quanto riportato dai giornali, la tv, sarebbe utile far conoscere IL DISCORSO attraverso prima una sintesi, e stimolare la curiosità a conoscere.Ma hai ragione tu, è lavoro del dopo, ma sai dirmi quando sarà il dopo? Sognare la luna? dipende da cosa è la luna. E’ sempre questione di angoli e sfumature. Lavorare giorno dopo giorno? Essere emarginati dal lavoro perchè sei stata, anzi lo sei ancora e continuare a esserlo a testa alta cosa è? E’ nascondersi e sognare? Ma non conta il mio o il tuo, conta il dopo, e il dopo è già adesso, anzi il dopo è già passato, questo di oggi è il futuro e mi spiace doverlo riconoscere in questo futuro, al momento, vedo solo una luna nel pozzo.

  4. Ciao Mauro, leggo il tuo intervento. Ripenso a quegli anni: non ero socialista, ero (e sono) un liberale vecchio stampo, che non si riconosceva (e non si riconosce) nei partiti presenti, ma che votava nel PLI le persone che amici del partito di cui si fidava gli consigliavano. Ripenso al “voltagabbana ” di tutti, troppi (tanti amici che lo votavano cominciarono a chiamarlo “la pantegana”, ripenso al disgusto di mio padre nei confronti di questa maramaglia capace solo di pararsi le spalle… Ripenso infine a una puntata di Alcatraz in televisione, in cui DIego Cugia raccontava il sogno di essere Craxi: se non l’hai in mente, cercala. PErchè penso che non sia mai stato fatto un ritratto più onesto di una personalità che – nonostante gli riconosca tutti i suoi indiscutibili errori – ha pagato molto più di quanto doveva rispetto a quanto hanno pagato gli altri. Mi piacerebbe leggere quel discorso, hai idea dove si possa trovare? sinceramente non penso di avere tempo e voglia di ascoltarlo in real audio… grazie e scusa, stefano (yetiste@virgil io.it)

  5. Ciao Mauro, grazie per la segnalazione: ho già trovato quello che cercavo. oggi nel mio viaggio a Roma avrò modo di leggerlo… Non posso che augurarti un buon lavoro, perchè temo che in questo momento ce ne sia bisogno! stefano (yetiste)

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