In ricordo di un Amore.

Ho letto l’ultimo post del mio amico Puskas. Mi sono commosso.
Amici, anche se non ci conosciamo. E’ lei che realizza l’alchimia. La mia Roma, la nostra Roma.
Era un’emozione che mi prendeva al cuore. Era il muretto della Sud, l’Olimpico “antico”…
quello scoperto, con il cielo sopra di noi. La pioggia non sentita…quel pulcino bagnato che era sempre lì…accanto ai suoi eroi. I suoi eroi…che combattevano sempre contro Golia.
Era la generosità, i calzettoni “calati” e sporchi di fango, la passione per la maglia. Era…
Era vederli soffrire, di una sofferenza che diveniva amore.
Non seguo più i miei eroi. E quando raramente vado…il muretto della Sud è un lontano ricordo. Quando entrano in campo e’ lontana quell’emozione, quell’emozione che solo ora provo nuovamente, mentre scrivo…e mi commuovo.
Sento la loro indifferenza, il loro essere estranei. La loro passione svanita ha spento la mia.
E poi…quella fascia. La fascia del mio Capitano. L’Unico.
Addio Capitano triste, Addio mio Capitano.
Grazie Roma in bianco e nero… Grazie per il tuo amore.

In ricordo di un Amore.ultima modifica: 2003-09-30T00:20:05+02:00da mauro.cherubino
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2 pensieri su “In ricordo di un Amore.

  1. Non so che emozione provino i nostri “figli di curva” oggi… mi sembra che i nostri campioni ora siano come certi consulenti aziendali: freddi calcolatori, primedonne… non i titani che lottavano anche solo dieci-quindic’ anni fa… eppure vedo ancora i miei amici che vanno allo stadio e sono ancora capaci di emozionarsi, mentre per me la partita è diventata solo la scusa per andare a trovare un amico che altrimenti farei fatica a vedere, seduto in poltrona a parlare d’altro… siamo invecchiati, forse?

  2. Il vecchio Ago, il vecchio Olimpico. Per me sono ricordi da bambino. Andavo allo stadio con mio padre. Sedevo sulle sue ginocchia sul 28 che era sempre pieno zeppo di tifosi. Si partiva almeno tre ore prima del fischio d’inizio e il più delle volte si rimaneva in piedi perché le gradinate della cruva erano sempre stracolme. E quel coro “O Agostino, Ago Ago Ago Agostino Gol”. Ricordo un Roma-Udinese 4-1 con l’ultimo sigillo del capitano. su punizione, naturalmente. Un po’ di malinconia per quei tempi, certo. però la Roma riesce ancora a darmi emozioni bellissime. forse da quando il nostro capitano è un ragazzo di Porta Metronia che gioca come nessun altro. E comunque: SEMPRE FORZA MAGICA ROMA!

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